Verso la metà degli anni ottanta il complesso di Sollicciano era immerso in una traiettoria tormentata e faticosa di lentissima fuoriuscita dall'emergenza, quando venne interpellato l'architetto Giovanni Michelucci sulla proposta di realizzare un nuovo spazio per gli incontri dei detenuti coi loro familiari.
La prima idea di un Giardino degli Incontri nacque dalla riflessione interna di un gruppo di detenuti politici (tra cui alcuni architetti) che dopo anni di detenzione speciale stavano ricostruendo un rapporto con la città. La riflessione partiva dalla pesantezza della situazione ambientale in cui si effettuavano i colloqui con le famiglie e interessava le possibilità di recupero delle aree interne desolate e incolte. La discussione coinvolse da subito il corso di giardinaggio da poco attivato. L'area individuata per ospitare la realizzazione del Giardino degli Incontri riguardava una superficie di circa 5.000 mq. a Sud del recinto carcerario, delimitata a nord dall'edificio adibito agli uffici interni e colloqui e dal campo sportivo utilizzato dagli agenti, a sud dal tratto di muro di cinta che affaccia verso via Minervini, ad est dal terreno su cui sorgono più lontani i cortili dell'aria e l'edificio adibito alle sezioni «giudiziarie».
Valicando il confine del tratto di cinta muraria che racchiude l'area del Giardino e superando la zona di ingresso al complesso, si ritrova ancora oggi, oltre la strada un territorio che fortemente risente della presenza del carcere, per l'abbandono e la scarsa qualificazione delle situazioni. Oltre al grande parcheggio, una vecchia fabbrica di saponi, un deposito di materiali edili, un asilo nido, rinserrato, e qualche abitazione che rappresentano gli unici, impauriti tentativi di avvicinamento del civile. Più in là i grossi casermoni residenziali di Casellina sono una quinta lontana e sembrano scansare e stigmatizzare il luogo. Non esiste una prossimità urbana di qualche valore attorno al carcere ed anche i collegamenti dei mezzi pubblici non sono affatto adeguati. Sul lungoviale, tuttora non c'è un bar, un giardino o qualsiasi punto di sosta o di ristoro.
Il Giardino degli incontri nel complesso penitenziario di Sollicciano