Prospettiva interna del Padiglione
Il progetto nella stesura definitiva, consegnata poco prima della sua morte è di fatto l'erosione profonda di uno spazio considerato immodificabile quale quello carcerario.
Nel paesaggio, grigio della pena, ma anche in quello della periferia, di cui Sollicciano è un 'quartiere fortificato' il progetto definisce un edificio per i colloqui e le visite come un unico grande ambiente con una successione di opportunità liberamente disposte e disegnate attorno alle radici degli alberi-pilastro. Un organismo vitale che dispone relazionamenti nel contesto più prossimo, che si dilata o racchiude in rapporto alla clemenza del tempo. Uno schizzo planimetrico, fondamentale per la comprensione della genesi del progetto, ricorda la serie dei disegni michelucciani a titolo Radici di città. E' un disegno unitario che fonde tra loro la parte destinata a struttura coperta e quella che costituisce il vero e proprio giardino con le sue giunture di memoria col paesaggio toscano. Per l'elaborazione della sezione dell'edificio il riferimento è costituito da alcuni schizzi in cui si evidenzia il tormentato farsi forma della struttura ad alberipilastro che per raggiungere la luce si storcono ma, infine, riescono a darsi un loro originale percorso. Alle loro radici sono disposti, rimarcati da tessere di ceramica colorata, gli elementi di seduta. L'edificio, non specializzato come sala colloqui, consente altre possibilità di utilizzo come mostre ed incontri. Una caffetteria, disposta sotto la rampa che conduce i parenti e le donne detenute ai colloqui, contribuisce a riportare l'aria di un ambiente urbano dentro a carcere.
Un altro ingresso è collocato ad Ovest, sul lato dell'edificio che chiude verso il piazzale di manovra successivo all'ultimo cancello del carcere. Questo accesso potrebbe essere utilizzato per quelle persone con gravi handicap motori, per le quali fosse consentito di accedere direttamente all'area-giardino tramite i cancelli d'ingresso al carcere, evitando così tutte le scale.
Il Giardino degli incontri nel complesso penitenziario di Sollicciano