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Il cantiere

Un continuo alternarsi di atteggiamenti favorevoli e richiami emergenziali ha rappresentato la dimensione complessa con cui il progetto si è dovuto confrontare in questi anni.

Nel 1992, in seguito ad una ventilata ipotesi di finanziamento e realizzazione, viene consegnato al Ministero di Grazia e Giustizia il progetto esecutivo realizzato dal Collegio degli Ingegneri di Firenze con la collaborazione con la Fondazione Michelucci. Un lavoro di grande complessità, coordinato dal presidente Giuseppe Padellaro, assunto dal Collegio come testimonianza di affetto nei confronti di Michelucci e di condivisione delle motivazioni del progetto. Le numerose tavole e gli incartamenti del progetto esecutivo, costato solo il rimborso delle spese (assunto dalla Regione Toscana) rimasero nei cassetti del Ministero di Grazia e Giustizia, a cui era stato gratuitamente donato, per diversi anni. Finché nel 1999 con decreto interministeriale di finanziamento dell'opera sul cap. 8404 del Ministero dei Lavori Pubblici, si poté finalmente aprire un nuovo scenario. La gara d'appalto vide vincitrice una storica impresa edile fiorentina, la Calosi-Del Mastio. Con i necessari adeguamenti derivanti dalle normative sopravvenute rispetto al progetto esecutivo fu avviato il cantiere che è oggi giunto alla fase conclusiva. Siamo al 90% dell'opera e gli ultimi lavori sono bloccati dall'iter di finanziamento di una perizia suppletiva. Se il progetto è sopravvissuto alle prove di questi anni e la validità ne viene da più parti ribadita forse è perché appartiene a quei luoghi nuovi che una società in movimento virtualmente disegna, mentre una società statica recinge ancor più i suoi spazi. Per quanto si tratti di un progetto difficile e per quante variabili siano da considerare, nessuna difficoltà è apparsa mai insormontabile.