Dal periodo in cui il progetto del Giardino fu ideato e redatto, diverse cose sono cambiate, il carcere ha accentuato ulteriormente il suo ruolo in senso metropolitano e di composizione multietnica. Sempre più si caratterizza come carcere dei poveri del mondo. Al suo interno è notevolmente aumentata la popolazione detenuta legata alla tossicodipendenza e ai problemi vissuti dalle comunità extracomunitarie di nuove immigrazione. Il sovraffollamento ha raggiunto cifre record, oltrepassando le 1000 unità in condizioni detentive di grandi difficoltà. Sono maturati molti nuovi problemi ed altre necessità per le quali una struttura versatile come il giardino può dare un suo contributo di spazi. Il nuovo Regolamento Penitenziario approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, consente ulteriori opportunità per l'utilizzo di una struttura come il Giardino degli incontri, in particolare per quanto riguarda gli articoli relativi alla utilizzazione degli spazi all'aperto (art. 16), l'assistenza particolare alle gestanti e alle madri con bambini (art. 19), i colloqui (art. 37), i rapporti con la famiglia (art. 61), la partecipazione della comunità esterna all'azione rieducativi (art. 68), le attività artigianali, intellettuali o artistiche (art. 51) e quelle culturali e ricreative (art. 59).
Insieme alla possibile costituzione di un 'Polo universitario per detenuti' il Giardino può costitutire lo strumento di un cambiamento in più direzioni, soprattutto se potrà essere utilizzato in tempi brevi, con le destinazioni per cui è stato ideato, e se emerge una reale volontà di cambiamento rispetto alla gestione di un carcere che è oggi soprattutto un grande contenitore di marginalità.
Scheda sintetica del 'Giardino degli Incontri'
Attrezzature e servizi previsti nel progetto originario:
Le immagini di questo contributo sono dell'archivio della Fondazione G. Michelucci.
Il Giardino degli incontri nel complesso penitenziario di Sollicciano