La scuola è uno spazio che racchiude un tempo di vita, variegato e complesso, dove ci si apre e ci si confronta con gli altri e con il mondo. E’ uno spazio dove si apprendono linguaggi, strumenti, abilità cognitive e creative, comprese quindi quelle manuali ed espressive che racchiudono anche nel fare l’intelligenza. Indubbiamente è un microcosmo che contribuisce a costruire le basi per la crescita e la formazione dei più piccoli e giovani. Ecco perchè è importante che questa funzione trovi un’espressione coerente anche in ogni dettaglio che concorre alla qualità architettonica dell’edificio e alla qualità del suo inserimento nel contesto urbano e sociale del quartiere.
I laboratori creativi sui tempi e gli spazi della scuola sviluppati in alcune città, hanno messo in luce carenze ed aspetti diversi tra loro. Aspetti che riguardano e riconducono comunque alla qualità complessiva che gli spazi scolastici dovrebbero garantire a tutte le persone adulte e bambine che li animano per un tempo significativo (anche come quantità) e così vario per età, provenienze, culture.
In alcune scuole il lavoro si è sviluppato sull’esigenza delle bambine e dei bambini di uscire sicuri dalla scuola e di muoversi in autonomia nei percorsi casa-scuola-quartiere. In altre il tema conduttore è stato l’orientamento e l’identificazione delle diverse funzioni sia dentro sia fuori l’edificio scolastico, su cui è stato sviluppato un lavoro per renderlo accessibile anche in questi aspetti. In altre ancora l’esigenza è stata quella di rendere meno anonimo e più “amico” l’edificio scolastico con i colori dei mural o caratterizzandone i percorsi interni o ricercando una segnaletica pensata dai bambini per i bambini. Molto spesso questi temi si sono intrecciati tra loro coinvolgendo più sezioni e classi trasformando, in alcune situazioni, tutta la scuola in un laboratorio creativo. Tutte queste esperienze sono state realizzate in scuole pubbliche e si sono sviluppate grazie al coinvolgimento del personale docente, alla disponibilità della direzione e al supporto dei comuni.
Le pagine che seguono si soffermano, attraverso alcune esperienze, sugli spazi della mensa scolastica e sull’alimentazione, un tema importante che non è scaturito spontaneamente da un’esigenza sentita dai bambini.
Alimentarsi sembra essere qualcosa da rimuovere o da sopportare e comprimere nel tempo. Cosa, come e dove si mangia riconduce molte bambine e bambini ad un tempo della scuola poco piacevole: si consuma il pasto in tutta fretta e in un chiacchericcio infernale. Molto spesso il cibo rimane quasi intatto nel piatto di plastica usa e getta. E tutto questo fa pensare non solo allo spreco, alle bambine e bambini privi di tutto che abitano nel mondo (ogni 4 secondi ne muore uno per sete e fame), ma riconduce anche alla marginalità dell’alimentazione all’interno del percorso di ricerca progettuale riferita sia agli spazi della scuola sia ai contenuti del percorso didattico-educativo.
Generalmente, dove e come si mangia non è sentito dai bambini come un aspetto importante della vita, un momento speciale per intrecciare e sviluppare relazioni e conoscenze. Qualità del cibo, qualità dello spazio mensa e del tempo dedicato al pranzo, riflettono spesso questo loro sentire, ma è bastato poco per stuzzicarli. Lo spessore dei risultati traspare chiaramente dai frammenti tratti dalla profusione di materiali creativi elaborati, materiali che documentano un percorso di crescita non circoscritto alle bambine e ai bambini.
Fanny Di Cara
luglio 2010