Prima però verificano con una visita all'ufficio tecnico del Comune lo stato dell'area secondo il piano regolatore della città.
L'area è destinata a verde pubblico, eppure nessuno l'ha mai potuta utilizzare perché tuttora di proprietà privata. Neppure il proprietario che avrebbe voluto costruirci delle case ed era in attesa di un cambio di destinazione d'uso a lui favorevole per realizzare una speculazione edilizia. Cosa fare? Rinunciare al progetto perché l'urbanistica e il mercato hanno leggi troppo dure per dei ragazzi? Niente affatto. Decidiamo di sviluppare comunque un progetto di utilizzo dell'area come aula didattica all'aperto e in questo caso le istituzioni ci vengono incontro: il presidente del consiglio di quartiere, venuto a conoscenza del progetto, contatta i proprietari e propone loro di firmare una convenzione per la concessione temporanea gratuita dell'area alla scuola.
Inizia così il cantiere di autocostruzione dell' orto giardino didattico di via del Sansovino, detto il Laborat-orto. Nel Laborat-orto viene raccolta moltissima immondizia accumulata negli anni del non-utilizzo oltre a tronchi d'alberi e altri materiali naturali. Questo ispira la realizzazione di un laboratorio di trash-art con un gruppo di artisti che lavorano con i ragazzi all'allestimento del terreno con sculture di materiali riciclati, tavolini ricoperti di mosaici di piastrelle rotte e alberi totemici.
Con la guida di un'agronoma si realizza l'orto biologico e con gli scout del quartiere il tavolo con le panche di legno. Tutto sembra funzionare ma alla fine dell'anno scolastico scade la convenzione e bisogna ricominciare tutto daccapo sperando che un giorno non cambino le regole del piano regolatore e ci spuntino un bel paio di case in quel giardino...