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Gli sviluppi dell'esperienza

Una vite maritata all'acero Il sentiero Tra l'Acero e la Vite, nato per contribuire a divulgare l'idea di un futuro sostenibile, in questi anni è diventato un riferimento per le persone più diverse interessate e/o impegnate sulle tematiche ambientali. Un laboratorio rivolto e aperto anche ai giovanissimi e agli scolari, che qui possono avvicinarsi alla complessità di questi temi non soltanto attraverso i libri, ma anche con il corpo e l'esperienza.

Il sentiero, con le diverse esperienze e attività correlate, corre seri rischi di essere cancellato per far posto ad un intervento di edilizia residenziale privata.

Questo intervento, se messo in atto, trasformerebbe radicalmente la destinazione d'uso sociale del complesso di Villa Cerbiosa, disperdendo così l'unico e originale patrimonio culturale e sociale rappresentato da decenni di esperienze nel settore dell'accoglienza, dell'integrazione culturale, della solidarietà tra i popoli.

La destinazione d'uso sociale è un vincolo posto dal generale Alessandro Fonseca quando, nel 1949, donò in beneficenza all'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa questo bene. Un vincolo che si cancella se prevarrà la scelta di darlo in pasto al mercato edilizio privato.

Un percorso di urbanistica partecipata

La fine del sentiero Per impedire che la costruzione di tanti nuovi appartamenti, distrugga l'insieme dei valori racchiusi in questo territorio rurale e con essi anni di esperienze nel campo della cultura e dell'accoglienza, il Centro SIeCI, numerose associazioni, enti, cittadine e cittadini... hanno coinvolto anche il Comune di Pontassieve, che preso atto del dibattito svoltosi in Consiglio Comunale "ha riaffermato la forte volontà di riconfermare la storica missione della Cerbiosa, valorizzandone e rilanciandone il ruolo di Casa dei Popoli e delle Culture e del Centro SIeCI", impegnandosi ad "operare affinché questo patrimonio collettivo non vada disperso e ad intraprendere ogni opportuna iniziativa che, attraverso un ampio coinvolgimento del tessuto associativo e culturale, di cittadini e istituzioni laiche e religiose, di personalità, aziende e istituti impegnati nel campo dell'impresa e della finanza etica, possa addivenire ad una soluzione che, tenuto conto delle legittime aspirazioni della proprietà, certo della sensibilità della Madonnina del Grappa, le coniughi con gli interessi generali della nostra collettività attraverso l'acquisizione degli immobili e lo studio di un progetto di fattibilità atto a valorizzare l'intero complesso di Villa la Cerbiosa nel rispetto e nella tutela di una tra le zone paesaggistiche più rilevanti dell'intero territorio comunale" (dalla risoluzione scaturita dalla seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Pontassieve l'11/12/03).

Governo del territorio e buone pratiche

La posizione assunta dal Consiglio Comunale di Pontassieve è importante e sembra annunciare la volontà di orientarsi sulle seguenti scelte e atti coerenti.

  • Porre, da subito, un vincolo di salvaguardia per bloccare eventuali cambi di destinazione d'uso conseguenti a progetti di trasformazione di iniziativa privata che potrebbero compromettere irrimediabilmente l'intero complesso e la continuità delle attività sociali e culturali che lo caratterizzano.
  • Definire e classificare l'intero complesso edilizio e rurale della Cerbiosa (villa, casa colonica, annessi, ruderi, pertinenze e terreni agricoli), come sub sistema di comunicazione sociale e vincolarne la destinazione d'uso ad attività culturali e assistenziali di interesse collettivo con particolare riferimento ai temi della sostenibilità, dell'accoglienza e della multiculturalità.

Veduta del podere L'esperienza già così ricca e articolata del Centro SIeCI, si sta caratterizzando quindi anche come un percorso di urbanistica partecipata.

Un percorso ancora in atto, che richiama il senso più profondo della metafora racchiusa nel sentiero Tra l'Acero e la Vite. Dove l'acero campestre maritato alla vite, simboleggia la cooperazione fra i viventi e richiama alla memoria una tradizione contadina di donne e uomini che ci hanno consegnato un pianeta vivibile, passandoci l'impegno di procedere per "assicurare uguali potenzialità di crescita del benessere dei cittadini e a salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del territorio" ("Norme per il governo del territorio", art. 1, L.R. n. 5/95 della Regione Toscana).

Purtroppo l'esperienza del Centro SIeCI si è chiusa con tutte le sue esperienze ed attività. Dal 2008 non è più un riferimento per adulti, bambine e bambini sui temi della sostenibilità, dell'accoglienza e della multiculturalità. L'interesse privato, ancora una volta, è prevalso su quello collettivo.